Campagna di sensibilizzazione sulla legge 194.
Domenica 24 febbraio a condera dalle ore 8 alle ore 12, nel piazzale anteriore della chiesa di S. Elia, si terrà un banchetto informativo con distribuzione di materiale riguardante la campagna nazionale di sensibilizzazione sulla legge 194.
La legge 194(sull'interruzione volontaria della gravidanza)agisce in un contesto sociale sostanzialmente diverso da quello di un tempo. Dal 1978 ad oggi, sono stati effettuati 4.603.525 aborti legali. Tale numero è determinato non soltanto dalla mancata applicazione della legge, ma anche da un condizionamento culturale di massa, frutto della frenesia dissolutrice materialista di una certa parte politica.
S'intenda, non chiediamo l'abrogazione della legge in questione, bensì la sua totale e corretta applicazione, analizzando o -eventualmente- modificando le parti che risultano inadeguate e inapplicate.
Questa campagna nasce dalla volontà di garantire al mondo femminile una vera libertà scelta; spesso le donne vengono abbandonate a loro stesse nell'affrontare una decisione così importante. Bisogna quindi approfondire cosa rappresenta l'aborto per una donna.
Lo stato deve porre alternative credibili, prevenendo il problema e risolvendo le cause che portano a compiere questa scelta(spesso obbligata) che rappresenta un cammino drammatico e doloroso per tante donne.
La giovane destra rinnova il suo impegno per contribuire a costruire una società in cui il diritto alla vita sia tutelato fin dal concepimento, una società in cui si spendano più risorse per favorire e incentivare la vita.
Invitiamo la cittadinanza Scillese a firmare la petizione per la revisione della suddetta legge.
Azione Giovani Condera, circolo "Le Termopili".
Questo il comunicato stampa diffuso da Azione Giovani dopo la protesta odierna in Consiglio regionale
“Venerdì grasso : le solite chiacchiere” . E’ questo il messaggio lanciato oggi da Azione Giovani Reggio Calabria all’interno dell’aula del Consiglio regionale. La Giovane Destra, con il proprio gesto goliardico e simbolico, vuole dar voce all’indignazione della Calabria onesta e operosa che vive e “sopravvive” al di fuori delle “stanze dei bottoni”. Della Calabria che soffre e sempre più spesso muore nelle corsie di ospedali sporchi e fatiscenti, in attesa di ricevere un’assistenza medica che il nostro sistema sanitario regionale, corrotto e inquinato, non è in grado di garantire. Ancora, della Calabria “perbene”, vittima quotidiana e rassegnata dei soprusi e dello strapotere della ‘ndrangheta, della corruzione, dell’illegalità diffusa, del clientelismo, degli intrecci perversi e ormai inestricabili tra malaffare, politica e burocrazia. AG è al fianco della Gioventù calabrese costretta ancor oggi, come 50 o 100 anni fa, ad abbandonare la propria terra e i propri affetti in cerca di lavoro e del riconoscimento di quel merito che, nella nostra regione, è quasi sempre rimpiazzato dall’asservimento ai “potenti” e ai “comparati” più collusi.
Di fronte a un disastro politico e sociale così evidente qual è la risposta della classe dirigente regionale ? La solita : sempre e comunque…chiacchiere! Loiero e compagni si affannano alle prese con l’ennesimo rimpasto di giunta, con l’infinito valzer di assessorati, commissioni e poltrone assortite, con l’eterna verifica politica di una maggioranza dilaniata dalle rese dei conti personali e tenuta unita esclusivamente da un disperato attaccamento al potere.
L’appello che Azione Giovani, facendosi interprete del sentimento profondo e diffuso della gente comune, intende lanciare all’interno dei palazzi del potere è semplice e netto : il tempo è scaduto ! Basta chiacchiere, è ora di ridare la parola al popolo ! Poco importa ai Calabresi se ciò debba avvenire attraverso le dimissioni di Loiero, quelle dei consiglieri o in seguito ad uno scioglimento “dall’alto” di un consiglio sempre più “indagato” e sempre meno credibile e legittimato a governare. Ciò che davvero conta è far rinascere, al più presto, tra i cittadini calabresi la speranza di poter costruire una Calabria diversa, di poter scegliere una classe dirigente all’altezza del gravoso compito di risollevare definitivamente le amare sorti della nostra amata terra.
Ufficio stampa
Azione Giovani Reggio Calabria
Presto ci sarà un secondo video... ecco i cavalieri che fecero l'impresa...
Ciao ragazzi, vi passo il comunicato stampa di Azione Giovani Acerra, mandatomi dal mio carissimo amico Ciro Bianco per diffondere e far conoscere ovunque le ormai note armi dei comunisti, VIOLENZA, REPRESSIONE E REVISIONE DEI FATTI.
ACERRA (Napoli). Sabato sera, intorno alle 17, in Via Duomo ad Acerra, la locale sezione di Azione Giovani, movimento giovanile di An, ha messo in atto una contestazione pacifica durante il passaggio del corteo storico rinascimentale voluto dall’amministrazione Marletta nell’ambito di una tre giorni costata 46mila euro.

I militanti, al passaggio del sindaco e della giunta comunale, hanno aperto uno striscione con su scritto “46.000 volte vergogna” ed iniziato a scandire slogan che richiamavano alle problematiche cittadine come l’inquinamento e la forte pressione fiscale, nonostante gli sprechi di denaro pubblico, di cui secondo la destra il corteo storico è “un esempio concreto”. Dopo pochi minuti sono iniziati, ad opera di ignoti, gli spari di fuochi artificiali che hanno in parte colpito i presenti (sia i figuranti, sia il pubblico che i manifestanti di Azione Giovani). Immediatamente un gruppo di persone ha aggredito verbalmente e fisicamente i militanti della destra accusandoli ingiustamente di aver sparato sul pubblico dei petardi.
“I militanti di Azione Giovani sono stati i primi ad essere colpiti dai fuochi di artificio puntati sulla gente, anzi dobbiamo rilevare che quei fuochi erano puntati proprio alle nostre spalle e ai nostri fianchi, avendo colpito ad un gamba anche il dirigente nazionale di Azione Universitaria Luigi Di Gennaro, che fortunatamente non è rimasto gravemente ferito grazie alla resistenza dei jeans che indossava”, dichiara in una nota Ulderico de Laurentiis, dirigente provinciale di Azione Giovani e presidente del circolo.
Condanniamo l’aggressione subita – continua de Laurentiis - e ci riserviamo di ricorrere, qualora ce ne fosse la necessità, alle vie legali per fare chiarezza sia sulla nostra impeccabile condotta che sull’uso non autorizzato e criminale dei fuochi, nonché sulle percosse, spinte e strattoni che ci hanno riservato un nutrito gruppo di persone tra cui molti identificabili, dai filmati girati e da testimoni presenti sul luogo. Stasera siamo scesi in piazza per contestare lo spreco di danaro pubblico da parte dell’amministrazione, mentre il commercio e l’agricoltura muoiono ed il caos e l’insicurezza imperano in città, ciò che è accaduto dimostra che abbiamo ragione e ci da maggiore forza per continuare su questa strada”.

Intanto, l’onorevole Giorgia Meloni, presidente nazionale di AG e vicepresidente della Camera, ha telefonato ai ragazzi del circolo di Acerra per esprimere la propria solidarietà e annunciato una nota stampa di condanna per l’aggressione subita dai giovani manifestanti.
A MARGINE DELLA MANIFESTAZIONE, UN NOSTRO MILITANTE, LUCA RADICE E’ STATO SEGUITO FIN SOTTO CASA DA ALCUNI INDIVIDUI CHE L’HANNO VIOLENTEMENTE PERCOSSO, I FATTI SONO STATI DENUNCIATI AI CARABINIERI.
Da TGCOM
Riguardano il 35% delle adolescenti tra gli 11 e i 16 anni e il 60-65% dei maschi
ROMA - Tra gli adolescenti impazzano le esperienze omosessuali: riguardano almeno il 35% delle ragazze tra gli 11 e i 16 anni e il 60-65% dei maschi. È lo scenario descritto da Federico Bianchi, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, parlando a margine del convegno «Sessualità e scelte consapevoli».
TRA MASCHI - «La maggior parte delle ragazze - spiega lo psicoterapeuta - comincia presto: dai 12 ai 15 anni la gran parte ha già avuto il suo primo rapporto lesbo». Secondo Castelbianco ciò è dovuto anche al fatto che «molti giovanissimi hanno difficoltà ad avere rapporti con le loro coetanee, che sono diventate molto più aggressive e sicure di sé». Sempre più spesso, infatti, proprio a causa della paura per l’aggressività delle ragazzine, «i ragazzi non riescono a gestire i rapporti con loro e si rivolgono a qualcosa di più semplice come i rapporti omosessuali. Oppure ricorrono all’alcool e si ubriacano per disinibirsi nel corteggiamento o nell’approccio con l’altro sesso».
TRA FEMMINE - L’esperienza lesbo, continua Federico Bianchi di Castelbianco, tra le ragazzine è ormai diventata di moda: «Ci sono - sottolinea - una serie di messaggi mediatici che esaltano l’omosessualità come regno della trasgressione, del sesso facile, della moda, del divertimento». Un esempio di ciò è «il celebre bacio in diretta tv tra Britney Spears e Madonna, o a una serie di spot in cui i ruoli sessuali sono caratterizzati da messaggi ambigui». Ciò che succede è che «le teenager subiscono questi messaggi forti e precisi, e scatta un fattore imitativo che fa dire a molte che l’esperienza omosex è cool e trendy». Questo modo «trasgressivo» di vivere l’omosessualità, in particolare quella femminile, non ha nulla a che fare comunque, precisa lo psicoterapeuta, con «l’omosessualità vera e propria, una condizione che invece spesso comporta dei disagi e delle situazioni drammatiche da non sottovalutare e che devono essere affrontate».
E' una vera e propria strage quella che si è consumata in un centro commerciale dell'Omaha, in Nebraska, dove 9 persone sono morte ed almeno altre 5 sono rimaste ferite. Un giovane, di 19 anni, all'improvviso ha cominciato a sparare all'impazzata tra la folla presente in massa nei negozi per gli acquisti natalizi. L'assassino si è poi ucciso sparandosi un colpo di fucile. Il motivo del folle gesto: voleva diventare "famoso".
Poco prima della strage, la tranquillissima Omaha era già stata messa in agitazione dalla visita del presidente degli Stati Uniti George W. Bush (che aveva lasciato la città poche ore prima della tragedia), con strade bloccate e uomini della sicurezza un po' dappertutto. Il cecchino si è messo a sparare poco dopo le 14 di mercoledì ora locale, le 21 in Italia, e la vicenda è stata immediatamente seguita da tutte le tv all news, che hanno fatto vedere scene di panico, persone che uscivano dal frequentatissimo "Westroads Mall" con le mani alzate, e ambulanze che portavano via i corpi, dei morti e dei feriti.
Che si fosse trattato di una strage dai numeri pesanti, lo si è capito intorno alle 23 ora italiana quando una portavoce della polizia locale, il sergente Teresa Negron, ha parlato di nove morti, tra cui Robert Hawkins, il giovane assassino, e di cinque feriti. Secondo alcuni testimoni, prima di togliersi la vita, il cecchino ha sparato all'impazzata da una balconata del centro commerciale, che la polizia ha deciso di tenere isolato dal resto della città non escludendo in un primo momento la presenza (rivelatasi falsa) di un altro cecchino armato in giro.
"Volevo diventare famoso"
Il corpo dell'omicida-suicida è stato trovato al terzo piano del mall, la maggior parte delle vittime si trovava nel grande magazzino Von Maur. Secondo alcuni testimoni Hawkins, armato di un fucile, avrebbe sparato tra i 35 e i 40 colpi. Il 19enne a casa sua ha lasciato un biglietto annunciando l'intenzione di togliersi la vita. Avrebbe scritto anche che voleva "diventare famoso".